L'autore in questione è Stefano Benni ed il libro che lo ha riabilitato ai miei occhi è Saltatempo.
L'ho letto dopo l'ennesimo consiglio spassionato di un mio amico/cliente/lettore, che mi ha detto:
"Sì Benni spesso è troppo metaforico, a volte è difficile seguire i suoi voli pindarici ma è comunque bravo, prova con questo e vedrai che non rimarrai delusa" e così è stato, anzi mi è piaciuto parecchio!
Mi sono appassionata al coraggio di Saltatempo, alla sua genuinità da vero ragazzo di montagna, al suo essere di sinistra senza farsi travolgere dalle ideologie, al suo saper amare e soffrire senza mai perdere la tenerezza e l'ironia, si ride di gusto tra queste pagine in effetti.
E' un libro ricco, denso di temi e argomenti che non possono lasciare indifferenti.
C'è la storia della nostra nazione, perchè è un affresco dell'Italia dal dopo guerra fino al '68, con il primo sviluppo economico che porta ricchezza ma anche la cementificazione con conseguente disastro ecologico.
Ci sono le lotte politiche, tra i nostalgici del fascismo e i compagni di sinistra custodi della memoria dei partigiani.
Credo, comunque, che la cosa che più mi abbia colpito sia stata l' accettazione del cambiamento, dello sviluppo, di sè e dei gli altri, degli amici, della fidanzata, della famiglia e della società, senza perdere , però, se stessi. crescere senza far morire una parte di sè.
Se non sapete cosa leggere questo weekend, non esitate, comprate questo libro, vi conquisterà.
#daleggerealmenounavoltanellavita
Nessun commento:
Posta un commento