Visualizzazione post con etichetta da non perdere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta da non perdere. Mostra tutti i post

giovedì 12 luglio 2018

Anime alla deriva, da leggere assolutamente

Se non avete messo nella lista dei libri da leggere almeno una volta nella vita, "Anime alla deriva"di Mason, lo dovete fare assolutamente, ora , subito.
E' un bellissimo libro, coinvolgente, che scava dentro le emozioni fino a renderle quasi palpabili.
E' ambientato nel 1994 a Londra, ma per il ceto sociale dei protagonisti, appartenenti all'alta società  inglese, sembra di essere agli inizi del '900.

Il libro si apre con la confessione di James. Ha ucciso sua moglie Sarah e finalmente si sente libero. Da cosa e perchè ce lo spiega nei capitoli successivi, raccontandoci il sua amore per Ella, la cugina di Sarah, e l'amicizia di Erick e gli errori che ha commesso e che l'hanno portato alla deriva.
Anime alla deriva è un libro sulle decisioni sbagliate, sugli attimi non afferrati, le occasioni non colte e sul dolore che queste generano. L'amarezza e il rimpianto di James sono le vere protagoniste della storia. In effetti, leggendolo e immedesimandosi nel protagonista, capita di riflettere su se stessi e sulla propria vita, forse mi ha toccato profondamente perchè io qualche rimpianto ce l'ho!
E' per questo che è un ottimo libro, perchè ti fa pensare e scavare dentro sè. E' il compito della letteratura e degli scrittori e Mason lo fa alla perfezione.

Ad onor del vero, ci sono delle parti troppo descrittive che andrebbero tagliate, ma si sa, io non sopporto le lungaggini e il libro scorre via leggero. Il romanzo  in realtà è quasi un giallo,ci sono 3 omicidi infatti, e Mason mette insieme, i pezzi dell'intrigo, che lo porteranno a chiarire le motivazioni dell' omicidio di Sara,con maestria veramente lodevole per la sua età.
 Mason ripercorre i gesti dei suoi personaggi in modo lucido, preciso, quasi maniacale, sembra di vederli James e il suo rimpianto, infatti mi chiedo perchè ancora non c'abbiano fatto un film, visto che Hollywood è sempre a corto d'idee( potrebbero anche averlo fatto e io non l'ho visto..)

Per lo stile si rifà ai classici, si sente quasi un eco della Crhistie, soprattutto per la costruzione della trama  e certe trovate ricordano Delitto sotto il sole, ma lo perdoniamo, il ragazzo è giovane infondo!

venerdì 31 marzo 2017

Matteo Bussola, notti in bianco , baci a colazione

Ho letto Notti in bianco,baci a colazione, di Matteo Bussola, qualche mese fa.
L'ho comprato attratta prima dalla copertina, con un padre e sua figlia su una panchina al parco intenti a meravigliarsi di uno stormo di uccellini che cinguettano intorno a loro,
e  poi dalla frase messa nella quarta, quando racconta di come ha capito che Paola era la donna della sua vita " Quando ci siamo incontrati per la prima volta, si è sollevata i capelli dietro la nuca , sopra la testa e si è fatta uno chignon senza neanche un elastico-
e allora?
 e allora lì ho capito che lei aveva disperatamente bisogno di un elastico. e io dei suoi capelli."
Questa dialogo mi ha tratto d'inganno perchè pensavo fosse un racconto su una storia d'amore e mi ero già fatta tutto un film che il padre era vedovo e raccontava alla figlia quanto fosse speciale sua madre, invece, e per fortuna dell'autore e della sua famiglia prima di tutto, leggendolo, scopro che è sì l'amore il tema principale ma non solo quello all'interno di in una coppia ma di tutto il nucleo familiare. Così troviamo dolcissimi sprazzi di quotidianità, con un babbo innamorato delle sue 3 figlie. Tutti vorremmo un padre così, e tutti i padri si possono riconoscere in questo babbo. Sarebbe, però, troppo banale se il libro si limitasse a questo e non spiegherebbe il successo del passa parola che ha avuto, anche se la copertina aiuta!
Nelle pagine di Bussola ho trovato tanta ironia, verità, paure, infinita dolcezza e mi sembrava che la definizione più esatta del suo libro fosse "Bussola fotografa con estrema tenerezza il rapporto padre figlia e tutto ciò che li circonda". Non basta però.
Curiosando su facebook, ho scoperto che l'autore è veramente un disegnatore di fumetti (poi si dice così? stamani non mi viene niente di meglio) 
 Il fumettista è molto di più del fotografo, o per lo meno, agisce più  nel profondo ed è meno immediato. Perchè il fotografo coglie l'attimo, il disegnatore studia l'attimo e cerca di evidenziarne la sfumature. Ha un progetto, cancella e ridisegna, segue l'ispirazione e si fa guidare. Ecco allora arrivare a quello che veramente mi ha lasciato questo libro. E' sì un inno alla paternità ma anche un inno contro il razzismo, contro le ipocrisie dei falsi perbenisti, contro i pregiudizi, quando va nel negozio a comprare non mi ricordo cosa e sente le due signore sparlare ne è un esempio, o le telefonate con il call center, a parte che fanno morir dal ridere, descrivono con ironica precisione il no-sense che spesso viviamo.
Notti in bianco, baci a colazione non è un testo solo sulla paternità ma anche un testo di un uomo, con dei sogni e dei progetti che ha fatto delle scelte controcorrente ma che  si trova a vivere in una società chiusa,  dura, mi viene da dire cattiva, e la descrive nella sua tragica comicità con un linguaggio semplice e naturale, direi gentile.
Insomma Matteo Bussola è vivo e lotta insieme a noi, per un mondo più giusto nonostante le notti in bianco e i call center.


martedì 4 ottobre 2016

la verità nelle ossa di Luisa Gambaro

Mi capita spesso di leggere dei libri e pensare a quale film li associo, La verità nelle ossa, un giallo di Luisa Gambaro, edito da 13lab edition, mi fa venire in mente la finestra di fronte, quel bel film di Ozpetek, con Bova e la Mezzogiorno. Perchè questo accostamento? Perché questa storia parte da lontano e, proprio come nel film, ha un racconto dentro un altro racconto e la verità non è per nulla scontata.  La storia inizia con Laura, antropologa fisica, chiamata dall'amico Paolo, a fare degli scavi presso una villa dell '500 sulle sponde del Piave. Qui trovano lo scheletro di un uomo, vicino alla chiesetta patronale mai utilizzata come cimitero. Cosa ci fa un cadavere nel giardino della villa? Chi è stato ad ucciderlo? Inizialmente si pensa ad un soldato ucciso in guerra ma Laura è convinta non sia così e sa che le ossa dello scheletro le diranno la verità e potrà scoprire l'assassino. Così cominciano una serie di avventure, a volte molto piacevoli, come il flirt con Nicola, il sexy padrone di casa, altre volte mozzafiato e piene di suspance come gli scontri con il vecchio parroco. 
Quello che sconvolgerà il lettore è la scoperta di Laura, che come ogni giallo che si rispetti vi lascerà increduli,  perchè a scoprire chi è stato ci riuscirete solo all'ultimo e dovrete sgombrare la mente da ogni pregiudizio, e solo all'ultima pagina potrete dire " Ah, accidenti,da quello dovevo capirlo!".
Sì, perchè Luisa Gambaro ha costruito un ottima struttura narrativa, riesce, infatti,  a portare il lettore dove vuole lei, prima adulandolo con la storia d'amore, poi istruendolo con le nozioni di archeologia e antropologia, infine facendoli intravedere una verità scientifica che non trova riscontro con il movente dell'assassino e poi la verità vera, quella che solo con il cuore aperto siamo disposti ad ascoltare.   E' per questo che è un ottimo libro, perchè ci sono più strati, come nella terra, ed ognuno ha qualcosa da dire, un tema da sviluppare: c'è la devastazione della guerra, c'è la difficoltà di vivere i propri sentimenti, c'è il coraggio e la determinazione ma anche tanta, forse troppa, omertà.
 Il tutto, condito da dialoghi vivaci, a volte veramente spassosi, ed un ritmo incalzante che ti fa leggere il libro tutto d'un fiato.

Non posso fare spoiler, però un aiutino ve l'ho dato...
Buona lettura!

lunedì 9 maggio 2016

"io prima di te" un caso editoriale

A giungo uscirà il film di questo libro sorprendente, Io prima di te, di Jojo Moyes.
Quando l'ho cominciato a leggere, pensavo fosse una storia alla "quasi amici, per intenderci, anzi credevo che fosse una semplice storia d'amore ed invece no, ed è scritto pure nel titolo, perchè quel prima di te, non è come avevo pensato, com'era la mia vita prima del tuo arrivo. No, mi sbagliavo e di grosso perchè quel io prima di te  significa: Io vengo prima del tuo Io.
Il desiderio di vita di Will, il ragazzo ex avvocato che dopo un tragico incidente è costretto su una sedia a rotelle, contro l'amore di Clarke, la giovane un pò sgangherata molto sognatrice e timida, che è stata assunta dalla madre di Will come dama di compagnia. Per 6 mesi.
Anche dalla durata del contratto dovevo capire molte cose... ma non posso dire altro sennò faccio troppo spoiler!!

 Questo libro è una lezione sull'amore, sul rispettare pienamente i desideri dell'altro, anche se ci spezza il cuore. Ed è questo che mi è piaciuto moltissimo, la prospettiva del più debole che diventa il più forte e determinato nel proseguimento dei propri obiettivi.
Un libro molto coinvolgente soprattutto a livello emotivo, perchè sfida le leggi della morale comune e tocca un tema estremamente delicato, ma lo fa con estrema leggerezza e semplicità, per questo arriva dritta al cuore, senza filtri e falsi moralismi.
Probabilmente si può non essere d'accordo con Will, anzi, devo dire che io non lo sono, ed una parte di me era arrabbiata con lui mentre lo leggevo, però non si può fare altro che rispettare la sua decisione, perchè si comprende a pieno il suo dolore e quindi il suo punto di vista. Ecco a cosa si riferisce quel Io prima di te. Chi è più egoista? chi se ne vuole andare per salvarsi o chi ama talmente tanto che crede di poter salvare l'altro?
L'amore  dà il diritto di possedere l'altro?
 In questi casi si pensa sempre a chi resta e poco a chi vuole andarsene, la Moyes tiene conto tutte e due le prospettive.
Mi è piaciuto tanto e non me l'aspettavo. Sono i libri che preferisco quelli che riescono a sorprendermi.

P.s se andate a vedere l film, leggete prima il libro, così potrete dire la splendida frase "il libro è molto meglio del film"

martedì 9 dicembre 2014

Quale libro regalare per Natale, i consigli dei miei clienti/amici


Ieri pomeriggio nella mia libreria c'è stato  un incontro informale, fuori dagli schemi delle solite presentazioni, in cui si poteva chiaccherare liberamente di  libri, autori e storie . L'unico requisito era quello di lasciare un consiglio scritto su un post-it su un libro da regalare  a qualcuno di speciale per Natale.
Vi riporto qualcuno dei consigli: il primo è di Massimiliano, che ci ha scritto su Facebook, perchè non poteva venire, e suggerisce i libri di Guenassia in particolare il club degli inguaribili ottimisti, per gli amanti della politica con la P maiuscola. 
Stefano, invece, consiglia cronaca di una morte annunciata, perchè questo libro, opera magistrale di Marquez, è l'apoteosi della fatalità della vita. 
La mogli di Stefano, non mi ricordo il nome scusate, consiglia 1984, un classico che è sempre di stretta attualità. 
Alessio, propone tutta la saga del trono di spade di Martin, dice che se ti piace il Fantasy ma non sai da dove cominciare, quello è libro giusto. 
Sonia, ama i romanzi che raccontano storie di donne, delle loro difficoltà quotidiane e secondo lei, la Pancol, quella degli occhi gialli dei coccodrilli, è la migliore tanto che le protagoniste delle sue storie ti entrano nel cuore. 
Pietro, adora  SandroVeronesi, perchè gli piace il suo modo di scrivere così diretto e vero, e poi il protagonista di Caos calmo , il suo libro più premiato, si chiama Pietro quindi ca va sans dire...
 Alessandro, invece ha un solo nome : Carofiglio, perchè se vuoi fare lo scrittore devi saper scrivere in un italiano corretto e fluente, che si legga bene, e chi lo fa meglio del padre del commissario Guerrieri?
 Francesco, caldeggia Benni ma non ha detto perchè.
 Bruno regalerà Saramago ai suoi amici, nello specifico le intermittenze della morte,  perchè è quello che l'ha emozionato di più di questo autore, nonostante tutti i presenti concordino che  Cecità sia più famoso. 
Olga regalerà la casa del sonno di Coe, perchè è un libro veramente originale e pieno di colpi di scena, io concordo pienamente con lei.
Infine, Lucia consiglia caldamente un libro a caso della Gamberale, lei regalerà Per dieci minuti ad una amica in difficoltà che è stata lasciata dal fidanzato, bastardo proprio a Natale! abbiamo pensato tutti in coro e lo state pensando anche voi che leggete questo post! 
Io, invece, ho consigliato D'amore e ombra dell' Allende, perchè è il libro che ho amato di più da ragazzina, perchè mi ha conquistato la  forza ed il coraggio di Irina, la protagonista,  nell'affrontare i soprusi e le violenze che subisce il suo popolo,  il libro è ambientato in Cile sotto la dittatura di Pinochet, tutto questo senza mai perdere la tenerezza, non me ne voglia il Che, per l'amato Francisco.
La Bene, mia figlia, anni 2, è impazzita per La magica scatola delle fiabe, i tre porcellini, una scatola con il libro cartonato della fiaba ed in più un carousel con una lente d'ingrandimento dove guardare gli scenari della storia.
Come si dice in questi casi, se non ci vediamo o sentiamo prima, Buona Natale!

giovedì 27 novembre 2014

Il telefono senza fili, Malvaldi, edizione Sellerio.La nuova indagine dei vecchietti del BAR LUME


Finalmente sono tornati i vecchietti del bar lume: Ampelio, Aldo, Pilade e il Rimediotti.  Sempre lì a Pineta, nel bar di Massimo a chiacchierare del nuovo mistero che ha sconvolto la tranquilla routine della cittadina Pisana. E’ scomparsa Vanessa Benedetti, proprietaria insieme al marito Gianfranco, di un agriturismo nelle vicinanze. La donna, la sera prima aveva ordinato chili e chili di carne per i tedeschi  suoi ospiti e poi si perdono le sue tracce.
 Si sa però che nel parlare comune, scomparsa vuol dire morta e così scatta subito l’ipotesi del marito omicida e i vecchietti vanno in fibrillazione; questa volta sotto lo sguardo benevolo della commissaria, che li “usa” per far luce su alcuni aspetti dell’indagine. Il pettegolezzo diventa  metodo d’indagine.
Il ritrovamento del cadavere del cartomante, Atlante il luminoso, che si era pronunciato sulla scomparsa di Vanessa , complicherà ulteriormente le cose.
 Naturalmente i vecchietti non si lasciano scappare una notizia così succulenta e partono con i “Dice”  Ovvero in italiano corretto: “si dice”. Sul vocabolario questa affermazione viene spiegata in questo modo: “più di una persona lo riporta”. Ma al BarLume il termine “dice” ha tutto un altro significato: “ecco spiegato com’è la faccenda”. Questione di lessico, piccole sfumature di significato. Del resto siamo in un posto in cui il massimo grado di fiducia che l’interlocutore può accordare al tuo racconto è dato dall’espressione “pol’esse”… Benvenuti in Toscana, ovvero nella patria del dubbio.

Bentornato Malvaldi! La serie dei delitti del Barl Lume ha un suo sicuro e nutrito gruppo di fan e la cosa si spiega molto facilmente, perché i libri di Malvaldi sono piacevoli e leggeri come i cappuccini che fa Massimo, nel suo bar.
 Il telefono senza fili si legge tutto d’un fiato, in un pomeriggio tranquillo. L’intreccio e lo schema del giallo è molte semplice, forse troppo ma non è questo che interessa dei libri di Malvaldi, ciò che conta e che piace sono i suoi personaggi, divertenti e veri, protagonisti di un perfetto ritratto della toscanità.
 Le digressioni filosofiche danno al libro quel tocco in più che ti fa scordare che stai leggendo un giallo ma anzi a volte ti fermi a pensare alla vita, all’amore e , in modo particolare in questo libro, al passato e a quanto le esperienze negative ci segnino e a volte ci frenino nel guardare al futuro con serenità e con coraggio.

 In questo capitalo della serie, Massimo cercherà, piano piano, di superare la sua naturale ritrosia verso il mondo esterno e riuscirà a invitare a cena Alice, la giovane commissaria, che era già entrata nel suo cuore, nei capitoli precedenti ma solo adesso si decide a superar le sue titubanze, con i vecchietti che approvano e che sono subito pronti a dare consigli, come fanno gli amici, ed è quello che sono diventati anche per i lettori, degli amici, che almeno una volta l’anno vai a trovare, perché vuoi sentire le  loro chiacchiere strampalate, con il loro linguaggio colorito, schietto e goliardico.

giovedì 6 novembre 2014

I marmocchi di Agnes, una tardiva ma splendida scoperta.

Sono andata a Milano per lavoro l'altro giorno e ho preso il treno. Pensavo che mi sarei gustata il paesaggio, gli Appennini fino a Bologna e poi la pianura padana più in là, ma mi sbagliavo perchè i freccia rossa passano da lunghissime gallerie, quindi non vedi niente se non il buio.  Non ti resta che dormire o leggere. Indovinate cosa ho fatto io? mi sono letta un librino fantastico, che erano anni che mi ero ripromessa di leggere e finalmente ci sono riuscita. I marmocchi di Agnes, di Brendan o'Carroll.
I marmocchi di AgnesVeramente un libro spassoso.Ambientato in un quartiere nel centro di Dublino negli anni 70, è la storia un pò grottesca e a volte esilarante, di una famiglia che con coraggio e dignità affronta le avversità della vita .Agnes, vedova da 3 anni,  è la mamma di 7 figli, Mark il maggiore, serio e gran lavoratore, Cathy, donna in fiore, Dermond, simpatico canaglia Rory, parrucchiere gay, Simon, unico figlio ad avere dei problemi fisici, è balbuziente, Trevor è l'artista di famiglia e Franky la pecora nera.   E' l'educazione ricevuta insieme all'amore per la madre a tenerli uniti, per quella donna così forte, sempre con la battuta pronta, sognatrice e buona. Solo Frankie le spezzerà il cuore, perchè con lui il suo metodo educativo, del tutti per uno uno per tutti, e i suoi valori di onestà e solidarietà non hanno presa. Franky si caccerà in brutto giro a Londra, facendo perdere le sue tracce. Agnes, però, grazie all'affetto dei suoi carie dei sui vicini di casa, riuscirà a superare ogni traversia.
Questo è un romanzo neorealista, le storie di Agnes e della sua famiglia sono un affresco ironico e commovente della working-class irlandese, nei difficili anni '70. Il senso di appartenenza, la solidarietà tra le famiglie, quel riuscire a vivere con poco, quell'arte dell'arrangiarsi insomma,  sono tutte caratteristiche della società irlandese di quel tempo e sono tutti temi che possiamo trovare in questo piccolo e delizioso libro. Il linguaggio è sublime.
E' una trilogia, il primo della serie è Agnes Brown mamma, però si posso leggere anche in ordine sparso.

giovedì 11 settembre 2014

Dopo la lista dei 10 titoli che spopola su facebook, mi chiedo :qual è il libro più folle che avete letto?

Sono almeno 2 giorni che non faccio che pensare alla lista dei 10 titoli che hanno segnato o colpito la mia vita in qualche modo, è finita che l'ho fatta di getto, dimenticando un sacco di libri . Succede sempre così con le liste, però, se mi chiedono qual è il libro più pazzo che ho letto, rispondo senza esitazione: La casa del sonno. J.Coe ( tra l'altro non l'ho messo nella lista di facebook).
E' una storia intrecciatissima, con 2 piani temporali da seguire, gli anni dell'università i capitoli pari, l'età adulta i capitoli dispari, che ha come protagonisti Gregory lo psichiatra, Terry il regista, Veronica lesbica,  Sarah,  attorno alla quale  girano tutti i personaggi e Robert, letterato da sempre innamorato di lei.
Il tema  di fondo del libro è il valore del sonno. La Casa del sonno, appunto, è uno stabilimento dove si cura e si studia l'effetto del sonno nella vita degli esseri umani. E' un indicibile perdita di tempo dormire? Si può porvi rimedio?Oppure bisognerebbe dormire il più possibile per interrogare i propri sogni? Su questo, una serie infinita di colpi di scena fanno da strumento narrativo per porre una delicata riflessione su il linguaggio "che è un traditore,un agente segreto doppiogiochista", sui rapporti umani, e su le incongruenze della vita.
Coe è un genio nel comporre la trama e nel caratterizzare, a livello psicologico, i suoi personaggi.
Un libro folle, intenso ed inaspettato e per questo piacevolissimo. E' piaciuto a tutte le persone a cui l'ho consigliato, e sono molte!!

martedì 2 settembre 2014

L'estate è finita o quasi ma i libri restano.

Cosa ho letto in vacanza

In genere mi porto sempre, 2 o 3 libri in feri, per leggerli insieme, in vari momenti della giornata



Non me ne voglia mio marito ma  ho avuto un flirt estivo, letterario s'intende! E' il Vicequestore Rocco Schiavone, protagonista di La costola di Adamo. In questa nuova capitolo della serie, mi è piaciuto ancora di più, quel suo carattere così schivo, rude, sempre di pessimo umore ma con un'ironia degna di nota. Devo dire poi, che l'ambientazione montanara, in Val D'Aosta, dona al libro un carattere ancora più inusuale e piacevole.  E' un giallo e necessariamente ci deve essere un cadavere. In questo caso, una donna viene trovata impiccata in casa sua. Omicidio? Suicidio? Schiavone risolverà il caso, seguendo il suo formidabile istinto e la sua morale, che non coincide sempre con la legge e quindi i puristi storceranno il naso. Poco importa, lui è fatto così ed è per questo che mi piace!



Norwegian Wood di Murakami


Ve ne avevo già parlato ma vale la pena ripetersi, veramente un libro potente e ben scritto.
La storia narra di Toru, ventenne universitario, e della sua scelta tra Naoko, la ragazza del suo migliore amico morto suicida, bellissima e fragile e Midori, una ragazza eccentrica, simpatica, fuori dalle righe e per questo tremendamente vitale.
Norwegian Wood sembra un libro sull'adolescenza ma soprattutto è un libro sulla conoscenza e la scoperta di sè, sulla morte e sul ruolo che questa ha nella vita di ognuno di noi. Sono rimasta affascinata da quel modo perfetto di dire le cose, anche cose molto difficili da comprendere. E' un libro molto psicologico e complesso,  anche  triste in alcuni punti, e a volte quella tristezza ti rimane dentro ma non importa perchè ti sei affezionata subito a quei personaggi, così veri, sentiti e fragili, che ormai sono parte di te .

Difficile descriverlo bene, leggetelo e basta!


La prima cosa che guardo
Ecco, questo è stato il libro sbagliato dell'estate! Non mi è piaciuto, l'ho torvato noioso e senza un finale degno . La storia all'inizio sembrava carina: in un paesino della provincia francese, Arthur,  giovane meccanico che assomiglia a Ryan Goslin, si ritrova all'improvviso alla porta di casa niente popò di meno che Scarlett Johansson. Fin qui, sembra originale  e divertente, poi si perde nello spiegare chi è la ragazza e perchè e lì, facendo una serie di considerazioni, un pò troppo pesante e sconclusionate, sull'importanza dell'apparenza e della bellezza nella vita di tutti noi.
 Peccato, odio quando sbaglio libro, voi no?

venerdì 6 giugno 2014

#libridalleggereassolutamentealmenounavoltanellavita

Ci sono libri che mi hanno emozionato veramente, che mi hanno aperto un mondo, che quando li ho letti ho capito qualcosa di più sulla scrittura e su come costruire personaggi e storie indimenticabili. Un autore che ha lasciato il segno è John Fante. Tutti hanno letto chiedi alla polvere, in molti lo considerano il suo capolavoro, io, invece, preferisco "1933 : un anno terribile", sarà che di anni terribili ne ho passati qualcuno ma trovo questo libro straordinario.  Il protagonista è Dominc, figlio d'immigrati italiani,  il giovane vuole diventare il più grande mancino della "Major league"  grazie al suo  magnifico Braccio sinistro. Il Braccio diventa un'entità  quasi divina, Dominic ci parla, lo cura in maniera ossessiva dandogli il balsamo Sloan giorno e notte, lo allena con regolarità, in buona sostanza, credo che se potesse lo staccherebbe e lo metterebbe in una teca! Solamente grazie al Braccio potrà riscattare sè stesso e la sua famiglia dalla miseria in cui si trova. Il padre del ragazzo è un'altra figura dominate nel libro.  Alla fine crede in lui e nel suo talento e gli dà la possibilità di partecipare alle selezioni per giovani talenti del baseball.
  I dialoghi, a volte quasi surreali ma divertentissimi, quelli con la nonna in special modo, sono da primato, non a caso Fante era uno sceneggiatore!  E' maestro  nella linearità e scorrevolezza della narrazione. Nei  suoi romanzi,  vedi quello che ti racconta, sei lì con il protagonista, hai anche tu un braccio sinistro di gran talento con cui tiri delle magnifiche palle a effetto. Inoltre, le sue storie sono originali  e mai scontate, hanno sempre quel che non ti aspetti e ti scavano dentro senza nemmeno che te ne accorga. Leggetelo, vi piacerà!

giovedì 29 maggio 2014

Qual è il vostro libro preferito che avete letto da piccoli? Il mio: Piccole donne

 Sarà scontato e forse banale ma il mio libro preferito che ho letto da bambina è sicuramente :
"Piccole Donne" di Luisa May. Alcott. 
 Ambientato in America, durante la guerra di secessione, Piccole donne racconta la vita, i sogni ,le rinunce e le speranze delle sorelle March: la romantica Meg, la ribelle Jo, la dolce Beth, la vanitosa Amy. Abitano in una grande case insieme alla loro madre e alla governante mentre il padre è in guerra, è il cappellano dell'esercito. La guerra fa da sfondo alla storia, ma il vero protagonista è il legame indissolubile tra le sorelle, creato anche grazie all'amorevole e protettiva educazione materna.  Le sorelle dividono sogni, amarezze, speranze, amori. Riescono insieme a superare le mille difficoltà che incontrano, la malattia di Beth,  il padre ferito, la povertà, riuscendo sempre a reagire con il sorriso sulle labbra e senza perdere se stesse. 
Piccole donne
Quando ho letto questo libro mi sono immedesimata in Jo,  era quasi impossibile che non lo facessi essendo allergica a tutto ciò che è socialmente imposto. Ho fatto il tifo per lei e per le sue lotte contro le convenzioni sociali dell'epoca, che relegavano le donne ad un ruolo secondario e che le obbligavano a non seguire le proprie inclinazioni e passioni. Jo, invece, diventa una scrittrice, si taglia i capelli per dare i soldi alla famiglia,  a volte si comportoa da uomo e si fa beffe del galateo. E' una donna moderna, coraggiosa e idealista, proprio come ho sempre voluto essere io.
 Certo,  ho sperato che ricambiasse l'amore di Laurie e mi sono lasciata andare al romanticismo, però, con il tempo, ho capito  perchè era impossibile che Lei si mettesse con lui,  Jo avrebbe rinnegato se stessa se si fosse lasciata amare da un uomo così normale. Comunque, ho veramente adorato questo libro. Ho letto anche Piccole donne crescono, poi mi sono fermata perchè le serie non mi sono mai piaciute, neanche da bambina. 
Lo consiglio vivamente alle bambine e alle  ragazze di oggi, che prendano esempio dal coraggio e dalla determinazione di JO, dalla saggezza di Beth, dalla generosità di Meg e un pizzico della furbizia di Amy. 
Va bene Amy mi è sempre stata antipatica, e allora?

mercoledì 30 aprile 2014

Quando si scrive parole che rimangono nella memoria collettiva si muore un pò meno

Dopo la morte di Gabriel Garcia Marquez, dopo il primo sentimento di dispiacere per la perdita di una grande scrittore per la letteratura mondiale,  mi sono messa a rileggere il suo capolavoro " Cent'anni di solitudine". Aprendo la prima pagina ho scoperto, o meglio ricordato , che io libro me lo aveva regalato mio fratello, chiedendomi se era così tanto che fossi single! Era il 1998, di lì a poco mi sarei fidanzata con uno che poi mi avrebbe spezzato il cuore, ma quel libro l'ho apprezzato più adesso che lì per lì. Sarà per l'albero genialogico dei Buendia che era difficile da seguire, però riletto a distanza di anni, Cent'anni di solitudine è un libro splendido, ed entra di diritto nella classifica dei #libridaleggereassolutamentealmenounavoltanellavita.


da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/amore/frase-174533?f=a:334>

martedì 25 febbraio 2014

libri che vanno assolutamente letti almeno una volta nella vita, parte 3°

 Uno dei miei libri preferiti, quello che ho letto con passione e amore e che spesso mi piace citare è " La versione di Barney" di Mordecai Richler ed. Adelphi. Un libro straordinario, intenso, ben scritto e con un finale che ti lascia a bocca aperta per cui ti chiedi, per dirla in romanesco, " Ma che davero davero?"
Il libro è l'autobiografia di Barney Panofsky, che risponde all'accusa di aver ucciso l'amico Boogie, dando la sua versione di come sono andati i fatti. Nel corso della stesura del romanzo, pieno di citazioni letterarie che piaceranno molto ai lettori più esigenti, i suoi ricordi sono un pò confusi e s'intrecciano con il presente, a volte infatti si fa un pò fatica a non perdersi tra amanti, amici, viaggi ma bisogna capirlo, Barney è malato di Alzheimer. Ci sono però le sue tre mogli  a fare da coordinate temporali.
La prima, Clara, morta suicida, rappresenta gli anni della giovinezza spensierata a Parigi, con gli amici di una vita.
 Negli anni dei primi successi lavorativi con la  ditta di produzioni cinematografiche, la total unnecessary production", un nome un programma!,  accanto a Barney c'è la seconda  signora Panofsky, l'ereditiera , sposata senza amore ma solo per soldi. Al ricevimento di nozze, infatti, l'abbandona dopo  essersi perdutamente innamorato al primo sguardo di Miriam.
La versione di Barney Ah Miriam , la mia amata Miriam,  ecco,  Barney è tutto qui, in questa frase che ripete spesso e volentieri, quasi come un mantra. C'è un pò di rimpianto per averla persa, ma dall'altra parte ha fatto l'unica cosa che non doveva fare, l'ha tradita.
 C'è del lamento per essere stato lasciato, come si può lasciare Barney per un altro essere impeccabile ma insulso come il nuovo marito di Miriam? 
 C'è il compiacimento per averla conquistata, Lui così pieno di difetti.
Barney ha un carattere impossibile, è alcolizzato, bugiardo, infedele, maschilista, scorbutico.. però non si può non amarlo perchè allo stesso tempo è intelligente, ironico, dolce, romantico e soprattutto autentico.
 Barney rivendica la sua spietata ma schietta meschinità contro l'ipocrisia , il perbenismo e gli atteggiamenti di facciata  della borghesia a cui appartiene.
Un romanzo pieno di vita, un libro che ti entra dentro e  che ti dispiace di aver finito tanto che vorresti che Barney esistesse davvero per andarci a prendere un caffè e ascoltare le sue storie ancora e ancora.
Leggetelo, vi farà bene!

venerdì 7 febbraio 2014

I libri che vanno assolutamente letti almeno una volta nella vita

Oggi è una giornata particolarmente felice , per me che sono una libraia da quasi 15 anni. Essendo terribilmente vanitosa , adoro quando ricevo complimenti per la selezione dei libri della mia libreria. Sì ci sono libri particolari, libri che VANNO letti, libri per tutti i momenti della vita: libri  per quando sei giù, libri per quando hai bisogno di una scossa, libri per dormire sereni, libri per capire il mondo che ci circonda ecc ecc. Ho deciso che recensirò  qui in questo blog buona parte di questi.
Il Piccolo Principe
Inizio con un grande classico della letteratura mondiale :" Il Piccolo Principe" di Saint Exupery, tra l'altro sono appena passati i 50 anni dalla pubblicazione.  Nasce come libro da ragazzi ma secondo me è un'ottima educazione sentimentale per gli adulti; si parla d'amore e d'amicizia, del diverso modo che hanno gli adulti, rispetto ai bambini, di guardare il mondo, preoccupati da dai numeri e dalle cifre,  fermandosi su particolari insignificanti perdono di vista le cose importanti E' la storia di un incontro tra un aviatore perso nel deserto e il piccolo principe, tutto ha inizio con la richiesta del piccolo " mi disegni una pecora? " Una richiesta che a prima vista può sembrare un pò bizzarra ma che già ci fa capire fin da subito qual è il tono del libro.Due mondi che s'incontrano, quello degli adulti e quello dei bambini. E' una meravigliosa parabola sul senso della vita, sulla ricerca della vera essenza delle cose e della realtà. I vari personaggi che il piccolo principe incontra  sono la personificazione dei mali della nostra società: c'è la vanità, c'è la sete di potere, c'è il tentativo di dimenticarsi della precarietà della vita,  c'è la ripetitività.
" l'essenziale è invisibile a gli occhi" è la chiave di lettura di questo libro e della realtà.
Un libro poetico e simbolico, da leggere quando abbiamo bisogno d'ispirazione, quando ci sentiamo persi, quando ci chiediamo chi siamo.